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Conviviamo di fatto: come possiamo tutelarci?

Writer: Avv. Camilla FascioloAvv. Camilla Fasciolo

La convivenza di fatto è, oggi, uno dei tanti modi in cui una famiglia decide di organizzarsi.

Da circa dieci anni, la Legge Cirinnà ha riconosciuto rilevanza giuridica anche a questa formazione, indipendentemente dal fatto che si tratti di una coppia eterosessuale o meno.

Con la registrazione della convivenza di fatto, dunque, si compie una dichiarazione di convivenza presso l’anagrafe del Comune di residenza.

È necessario che a farlo siano due soggetti maggiorenni legati da vincolo affettivo, coabitanti, liberi di Stato e senza rapporti di parentela e affinità.

Dalla dichiarazione nasce un diritto e dovere si assustenza morale e materiale, oltre che la possibilità, con apposito atto, di delegare l’altro per quanto riguarda le decisioni in campo medico e sanitario.

Non vengono istituiti diritti successori, ma si prevede un diritto di abitazione e quello a succedere nel contratto di locazione.

Infine, non si può prevedere una comunione dei beni, prevista solo dal contratto di convivenza, un atto pubblico o scrittura privata autenticata con cui le parti regolamentano la propria unione

 
 
 

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